Di foglie, ombre e paure… ecco l’ultima fatica di Marco in arte Dido.

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Di cosa parla il tuo disco Di foglie, ombre e paure?
Innanzitutto salve a tutti, sono Dido, un cantautore musicista di Roma nord, precisamente di Riano. Già il titolo appunto è indicativo. Soprattutto in queste canzoni di questo mio secondo album “Di foglie ombre e paure” e nel mio stato d’animo di quando le ho scritte ero pieno di ombre e paure, mentre le foglie le ho viste come immagine metaforica riguardante l’autunno, così fragili così a terra ma allo stesso tempo forti e decise come lo ero io nel periodo precedente a queste canzoni. Vi sono tracce differenti ma, che alla fine conducono a un filo conduttore di senso di smarrimento, perdizione e ancora ombre.
Un’altra immagine metaforica, in questo album è quella dell’indiano senza tribù, che parte dal bisogno costante di un punto di riferimento nel periodo adolescenziale e attraversa le varie tappe conflittuali con i genitori dove cerca di allontanarli  per la continua pressione ed i continui richiami, ma che poi alla fine si accorge di averne realmente bisogno e quando ha questa consapevolezza ha una maturazione interiore e c’è un passaggio da adolescente immaturo e superficiale ad un ragazzo maturo e consapevole “uomo”.
Nella traccia “al confine” invece c’è la prospettiva che un altro come me sta facendo la mia stessa strada è in un lungo cammino con tanti ostacoli e l’immagine metaforica del confine è quello di andare sempre oltre ogni nostro limite mettendoci in gioco per poi trovarsi al confine che è visto anche come meta/punto da raggiungere. “chiedimi di restare” parla di una storia in standby dove si è raggiunto il massimo delle sopportazioni delle abitudini e si è ad un incrocio, o restare  e risolvere le divergenze e cambiare la situazione, o più facilmente partire e ognuno per la sua strada ma con la paura e la speranza di essere amato da colei che si ama.
“Noemí” è una ragazza afflitta da problemi e disturbi sia a livello comportamentale che a livello di droga, dove traspare il desiderio che ha lei di suicidarsi e di smetterla di vivere in questo modo così passivamente. “Milf” è il sogno di ogni adolescente ma anche di qualche ragazzo più grande di provare prima o poi addirittura di avere con se sempre una mamma (milf) dove non vi sono implicazioni sentimentali ma solo puro divertimento e spensieratezza e una volta raggiunto lo scopo non si crede a tutto ciò è ci si sente come degli dei in terra.
“Contemplando a riva” è uno sfogo di natura politico sociale contro Salvini e Trump pensando che nel 2019 tutto questo si vive già e che con la chiusura dei porti e l’innalzamento di muri non si elimina la criminalità, la delinquenza, il traffico di droga, prostituzione  e il traffico dell’immigrazione. “Il tuo sorriso qui” è uno canzone che ho scritto nel 2011 quando avevo appena 18 anni, la classica sbandata d’amore mentre lei era di un altro, ma la cosa che più premeva era che diventasse mia e quel suo sorriso. Chiudiamo con l’ultima tracci dell’album “il mio film” canzone autobiografica che parla di me della mia vita di come sono e di come vorrei essere.
Nella traccia “al confine” invece c’è la prospettiva che un altro come me sta facendo la mia stessa strada è in un lungo cammino con tanti ostacoli e l’immagine metaforica del confine è quello di andare sempre oltre ogni nostro limite mettendoci in gioco per poi trovarsi al confine che è visto anche come meta/punto da raggiungere. “chiedimi di restare” parla di una storia in standby dove si è raggiunto il massimo delle sopportazioni delle abitudini e si è ad un incrocio, o restare  e risolvere le divergenze e cambiare la situazione, o più facilmente partire e ognuno per la sua strada ma con la paura e la speranza di essere amato da colei che si ama.
“Noemí” è una ragazza afflitta da problemi e disturbi sia a livello comportamentale che a livello di droga, dove traspare il desiderio che ha lei di suicidarsi e di smetterla di vivere in questo modo così passivamente. “Milf” è il sogno di ogni adolescente ma anche di qualche ragazzo più grande di provare prima o poi addirittura di avere con se sempre una mamma (milf) dove non vi sono implicazioni sentimentali ma solo puro divertimento e spensieratezza e una volta raggiunto lo scopo non si crede a tutto ciò è ci si sente come degli dei in terra.
“Contemplando a riva” è uno sfogo di natura politico sociale contro Salvini e Trump pensando che nel 2019 tutto questo si vive già e che con la chiusura dei porti e l’innalzamento di muri non si elimina la criminalità, la delinquenza, il traffico di droga, prostituzione  e il traffico dell’immigrazione. “Il tuo sorriso qui” è uno canzone che ho scritto nel 2011 quando avevo appena 18 anni, la classica sbandata d’amore mentre lei era di un altro, ma la cosa che più premeva era che diventasse mia e quel suo sorriso. Chiudiamo con l’ultima tracci dell’album “il mio film” canzone autobiografica che parla di me della mia vita di come sono e di come vorrei essere.

A cosa ti sei ispirato?
Diciamo che questo album nasce dalla mia esperienza in giro per l’Europa. Almeno sei canzoni delle nove presenti nel album sono nate da questa esperienza. A cosa mi sono ispirato? A me stesso, al mio modo di affrontare le situazioni di come prendo in generale la vita e da quel momento un po’ di smarrimento e di perdizione che avevo anticipato nella prima domanda. 

Cosa cambia rispetto al primo album ?
In realtà penso che questo sia un album dalle sonorità più rock più aggressive con l’inserimento di più strumenti come la batteria acustica l’uso continuo della chitarra elettrica e le infinite tastiere oltre al basso cinque corde. Al di là di questo aspetto puramente musicale ci sono testi più maturi e più consapevoli, è trattato per la prima volta in una canzone il tema politico- sociale. Ma non so se sia più bello del primo, questo non spetta a me dirlo.

Qual’è la tua musica preferita e di riferimento ?
Non ho una musica preferita diciamo che ho diversi punti di riferimento, la musica degli anni 70 e 90, dal cantautore alla musica psichedelica rock progressive sia italiana che internazionale ed anche al pop rock degli anni 90 per finire con qualche sfumatura degli anni 60 blues e soul, rock’n’roll di artisti come Gary Moore, Eric Clapton The Beatles, BB King, Ray Carles e via dicendo.

Sei giovanissimo. Come ti vedi da “grande” ?
Beh, insomma, giovanissimo non sono. Ci sono artisti più piccoli di me che hanno avuto sia un discreto che un grande successo, che sono riusciti ad emergere in qualche modo. Da grande mi vedo continuare su questa strada, cercando di migliorare giorno per giorno.

Un sogno nel cassetto che vorresti realizzare ?
Una collaborazione internazionale con gli Aerosmith. Un feat. Magari anche in Italia 

C’è in cantiere un nuovo album ?
Sí. Ho finite con me 7 canzoni, ne vorrei scrivere altre 5 per far nascere un nuovo album e mettere un altro pezzo di vita, ma ho ancora 1 anno intero per lavorarci su, lo vorrei far uscire nel 2020.

Perchè il titolo di foglie, ombre e paure ?
Il titolo nasce già da come avevo anticipato nella prima domanda, dal capire quanto sono grandi queste ombre e paure, se sono presenti o se sono semplicemente nascoste e le foglie sono state legate ad ombre e paura perché come loro rappresentano stati d’animo particolari, la voglia di sentirsi vivo, di non sentirsi sempre così perso e di convivere sempre con queste ombre e paure, ahimè passate e presenti.

Cosa vorresti consigliare a chi vuole intraprendere il tuo percorso ?
Semplicemente di credere in se stessi di non mollare mai, di andare contro tutto e tutti se le cose non vanno  di avere una piena consapevolezza di quello che potete dare e offrire ad altre persone come parole, stati d’animo melodie e metafore.

Oltre al tuo lavoro da musicista, so che lavori ai centri sociali. Che esperienza è? Cosa ti insegna?
Beh il lavoro di operatore sociale è un lavoro per cui ho studiato, mi sono diplomato in scienze sociali e fortunatamente lavoro con le emozioni, lavoro perché voglio dare una mano agli altri, soprattutto a chi non ha la nostra fortuna. Sono anni che lo faccio e ogni anno che passa mi fortifica sempre di più e mi rende sempre più consapevole che tutto ciò mi fa stare bene. Quindi è un’esperienza bellissima e mi insegna ogni giorno qualcosa di nuovo, nel bene e nel male.

Ringraziamo Marco per essere stato con noi ed aver presentato il suo nuovo Album.