L’Atletico Madrid vince l’Europa League!

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Dopo l’eliminazione cocente dalla fase a gironi di Champions League, tutto l’ambiente biancorosso aveva percepito la “retrocessione” nell’ex Coppa Uefa come una tragedia sportiva. Ebbene, la squadra di Simeone, stasera in tribuna per squalifica, come nel dna trasferito dallo stesso tecnico già da diversi anni, è riuscita a trovare nuove energie per arrivare fino in fondo alla competizione, ovviamente vincendola. Nella finale di Lione contro il Marsiglia di Garcia c’è stata storia solo fino al ventesimo, minuto in cui Anguissa, centrocampista dell’OM, perde un bruttissimo pallone nella propria trequarti. Gabi serve subito in verticale Griezmann che di sinistro batte Mandanda. Il Marsiglia è inoltre sfortunato perchè dieci minuti dopo perde il suo uomo migliore, Payet, che esce dal terreno di gioco in lacrime. Mondiale a rischio?

Nel secondo tempo è sempre l’attaccante francese a realizzare il 2-0 con un tocchetto morbido, quanto basta per superare il portiere e chiudere definitivamente la partita. Probabilmente è stato l’ultimo regalo ai tifosi colchoneros dato che dovrebbe trasferirsi al Barcellona quest’estate per 100 milioni di euro, il valore della sua clausola. In realtà già nella scorsa sessione estiva di mercato avrebbe dovuto trasferirsi ma il giocatore, riconoscente al club che aveva il mercato bloccato, aveva declinato qualsiasi offerta. E’ stato bravissimo Simeone a trasformare questo talento prelevato dalla Real Sociedad in un vero campione che sarà sicuramente una delle stelle del prossimo Mondiale.

Dopo il palo colpito dall’attaccante Mitroglou è Gabi in contropiede a firmare il definitivo 3-0. E’ il terzo trionfo dell’Atletico Madrid in questa competizione dopo aver vinto le edizioni del 2010 e del 2012. Per Simeone è la seconda vittoria e il sesto trofeo nella sua gestione. Il “Cholo” non sarà certo esportatore di bel calcio ma le finali, derby madrileni a parte, sa sicuramente come vincerle.

Gioia anche per “El Nino” Fernando Torres. L’attaccante spagnolo non aveva ancora vinto nessun trofeo con la propria squadra del cuore.