Trentatreesima Giornata Serie A

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JUVE, TROPPA PRESUNZIONE

Crotone-Juve sembrava alla vigilia solo una partita di avvicinamento, dall’esito scontato, verso il big match di domenica prossima fra Juve e Napoli. Invece no. Dopo lo 0-0 a Ferrara contro la Spal e aver sofferto anche sul campo del Benevento, i bianconeri ci ricascano e pareggiano a Crotone per 1-1 portando il distacco sul Napoli “solo” a +4.

Allegri ripropone Szczesny in porta, Lichtsteiner e Alex Sandro in difesa, Sturaro e Marchisio a centrocampo e rilancia il Pipita Higuain dal primo minuto. Come succede ultimamente, i gol nascono quasi sempre dagli spunti imprendibili di Douglas Costa. E infatti, al 16′ un suo traversone trova la testa del suo connazionale Alex Sandro. Nel secondo tempo però la Juve non affonda, anzi subisce l’1-1 di Simy in rovesciata, alla CR7. “Scida” in visibilio anche per l’altro eroe di giornata, il portiere Cordaz, autore di due grandi parate su Matuidi e Higuain.

NAPOLI, TUTTO RIAPERTO

Da meno nove a meno quattro in una serata incredibile, dai continui colpi di scena. Il Napoli si presenterà domenica allo Stadium di Torino, ancora speranzoso di inseguire il sogno scudetto. Al San Paolo la squadra di Sarri batte l’Udinese 4-2, un’Udinese alla decima sconfitta consecutiva ma che almeno in questa partita ha fatto una prestazione di livello passando addirittura in vantaggio due volte.

Sarri, complice la squalifica di Koulibaly, sceglie la coppia Tonelli-Albiol e Milik in attacco al posto di uno stanco e diffidato Mertens. Dopo due buone occasioni da parte di Hamsik e Insigne, l’Udinese è la squadra che si rende più pericolosa e infatti da un cross di Zampano nasce il vantaggio dei friulani grazie a Jankto. Ma il Napoli non ci sta e trova subito la forza di pareggiare con Insigne, a secco da cinque giornate.

Sempre da un cross dalla destra di Zampano nasce il secondo gol della squadra di Oddo. Stavolta è Ingelsson al volo a bucare Reina e Udinese di nuovo in vantaggio. Sarri decide di schierare Mertens e la mossa dà i suoi frutti, risultando vincente. Infatti arriva prima il 2-2 di Albiol e poi la rete del sorpasso di Milik. Da un altro calcio d’angolo battuto da Callejon arriva un altro gol dalla difesa. Stavolta è Tonelli a chiudere la partita. Prima del triplice fischio, palo di Perica. Il Napoli c’è e sogna ancora. Domenica la resa dei conti che può essere decisiva in un senso o nell’altro.

ROMA, VITTORIA CON BRIVIDO

Torna alla vittoria la Roma che batte il Genoa in casa 2-1 seppur rischiando molto. Nell’ambiente giallorosso già si pensa al Liverpool ma c’è un posto in Champions da conquistare e a cinque partite dalla fine del campionato non sono ammessi cali di concentrazione o punti buttati, soprattutto in casa dove la Roma ha fatto meno punti rispetto alle partite in trasferta.

Di Francesco comunque cambia alcuni uomini rispetto al derby. Si rivedono dal primo minuto Florenzi, Pellegrini, Gonalons, Gerson, Under ed El Shaarawy e fa riposare Manolas, almeno inizialmente e Nainggolan.

La Roma ci mette un po’ a carburare ma una volta trovato il gol, il settimo stagionale di Cengiz Under su assist di Kolarov, si scioglie e va vicina al raddoppio più volte. Il secondo gol arriva solo all’inizio del secondo tempo con l’autorete dell’ex romanista Zukanovic. Ballardini inserisce allora Giuseppe Rossi e la mossa paga perchè i grifoni accorciano le distanze con Lapadula.Successivamente è lo stesso Pepito ad avere una buona chance ma tira con il piede debole. Il Genoa comunque c’è e si crea pericoloso più volte a tal punto che Di Francesco decide di far entrare Manolas e Strootman. Prima del fischio finale occasione per la Roma con Florenzi che, egoisticamente, non passa il pallone a Dzeko. Il fatto comporterà poi un diverbio fra i due a fine partita.

Foto “Roma-Genoa di PAOLO PIZZI

LAZIO, VITTORIA DA CHAMPIONS

Incredibile partita al Franchi di Firenze. Match che sarà sicuramente ricordato come uno dei più belli di questo campionato. C’è tutto: divertimento, almeno per un tifoso neutro, gol, ben sette, due espulsioni e grandi giocate. Due protagonisti su tutti, Veretout da una parte e Luis Alberto dall’altra. Vince la Lazio con una grande rimonta e risponde alle vittorie di Roma e Inter.

Inzaghi recupera Immobile ma perde nel riscaldamento Parolo e così sceglie il giovane Murgia dall’inizio. Dall’altra parte Fiorentina molto offensiva con Simeone, Chiesa, Eysseric e Dias in campo contemporaneamente.

Cambia la partita dopo sette minuti: Sportiello e Pezzella non si capiscono, Immobile calcia verso la porta e il portiere è costretto a parare con le mani fuori dall’area di rigore. Per l’arbitro Damato è espulsione. Entra in campo Dragowski, fuori Eysseric.

Pochi minuti dopo Chiesa, lanciato a rete, viene abbattuto da Murgia. Rosso anche per lui e parità numerica ristabilita. Da quel calcio di punizione nasce il vantaggio della Fiorentina con Veretout. Inzaghi decide di inserire Anderson, fuori De Vrij. Al 28′ fallo di Luiz Felipe su Biraghi: calcio di rigore per la Fiorentina. Dal dischetto ancora Veretout che spiazza Strakosha. Dieci minuti dopo Luis Alberto su punizione dimezza il risultato. Prima della fine del primo tempo la Lazio trova anche la forza di trovare il 2-2. Da calcio d’angolo dello spagnolo è vincente il colpo di testa di Caceres.

Nel secondo tempo c’è gioia ancora per Jordan Veretout che ruba palla a Leiva, dribbla Luiz Felipe e batte ancora una volta il portiere biancoceleste portandosi a casa il pallone. La partita però non è ancora finita, anzi, perchè Anderson dalla distanza trova il gol del 3-3 e quattro minuti dopo Luis Alberto in scivolata trova il definitivo 4-3 completando una rimonta importantissima per rimanere in corsa per un posto in Champions.

POKER INTER

Nell’anticipo di questo turno infrasettimanale l’Inter fa il suo, torna alla vittoria e ritrova anche i gol. Inter-Cagliari finisce 4-0.  Spalletti recupera Brozovic a centrocampo e a sorpresa lancia Karamoh al posto di Candreva. Passano solo tre minuti e l’Inter è già in vantaggio. Cancelo su una punizione innocua dalla trequarti trova l’1-0 non trovando la deviazione di nessuno. Successivamente i nerazzurri avrebbero altre occasioni per raddoppiare come nel caso di Karamoh che scheggia la traversa da buona posizione. Gagliardini al 35′ deve uscire in barella per un problema muscolare; al suo posto Borja Valero. Gli altri tre gol arrivano quindi tutti nella seconda frazione di gioco.

Karamoh per Rafinha, il quale spalle alla porta riesce a servire Icardi che anticipa Cragno in uscita e realizza il 2-0. E’ la venticinquesima rete, record personale. Al 60′ terza rete dell’Inter con Brozovic con un bel destro a giro. Prima del fischio finale gioia anche per Perisic e poker completato. L’Inter spera ancora.

MILAN, ADDIO CHAMPIONS

Il Milan non va oltre l’1-1 a Torino e deve dire addio alle speranze, seppure molto remote, di un posto nella prossima Champions League.

Il Torino ha subito un’enorme chance di passare in vantaggio dopo tre minuti. Fallo in area di Kessie su Ansaldi e per l’arbitro è calcio di rigore. Dal dischetto sbaglia però Belotti che colpisce la traversa. Così, scampato il pericolo, arriva il vantaggio dei rossoneri con un gran gol dalla distanza di Bonaventura su assist di testa di Biglia. Il primo tempo scorre via senza troppi pericoli, ne’ da una parte ne’ dall’altra. Nel secondo tempo però il Torino trova il gol del pareggio. Da calcio d’angolo De Silvestri svetta più in ato di tutti anticipando anche l’intervento di Donnarumma. Nel finale tante occasioni: Cutrone ed Abate per il Milan, Ljajic per i granata che rimangono anche in dieci per il doppio giallo del terzino, autore del gol del pareggio. La strada per arrivare sesti è ancora lunga, anche perchè Atalanta e Sampdoria hanno vinto e rimangono in scia dei rossoneri.

I bergamaschi vincono a Benevento 3-0 con le reti di Freuler, Barrow e Gomez mentre la Samp vince all’ultimo respiro contro il Bologna con una grande rete di Zapata.

Grande passo avanti per il Sassuolo che vince 1-0 a Verona grazie a Lemos e si allontana, forse del tutto, dalla zona caldissima della classifica. Rischiano invece Chievo e Spal che non vanno oltre lo 0-0.