Civita di Bagnoregio

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Nelle colline del viterbese si può scorgere un piccolo paesino in cima ad un promontorio che, in giorni di bassa nebbia, sembra quasi sollevato rispetto al terreno; stiamo parlando di Civita di Bagnoregio.
Per entrare nella “Città che muore” bisogna attraversare un ponte che ci guida verso la  Porta di Santa Maria, anche chiamata Porta della Cava. Una volta entrati si percorrono vie, sia medioevali che rinascimentali, che ti portano nella piazza centrale in cui si ergono: la Chiesa di San Donato, il palazzo vescovile e Palazzo Alemanni, al cui interno troviamo il museo geologico. La chiesa di San Donato è un esempio di architettura rinascimentale su impianto medioevale; all’ interno sono presenti due opere degne di un affresco della scuola del Perugino e un crocifisso ligneo della scuola di Donatello. Civita di Bagnoregio - Borghetto
Dopo di che è consigliabile iniziare un divertente salire e scendere tra le piccole vie del Borgo avendo l’occhio sempre pronto a farsi emozionare dagli scorci sulla vallata, anche se, in alcune giornate, non si vede nulla poiché potreste essere circondati dalla foschia e vi sembrerà di stare su un’isola in mezzo ad un mare di nebbia. In un piccolo vicolo si trovano delle grotte in cui vi sono degli insediamenti di epoca etrusca, dove si lavorava per diminuire l’erosione della collina.

Perché andare a Civita di Bagnoregio:

Giustamente ogni volta che si va in un borgo italiano ci si chiede: “e che mi mangio qua di tipico?” A Civita si mangiano i picciarelli, degli spaghettoni conditi con vari sughi, principalmente cinghiale e lepre. 
Civita di Bagnoregio - Venerdì SantoSe avete il coraggio e la forza di affrontare un bagno di folla dovete recarvi a Civita, per vivere bellissime e differenti esperienze in cui si uniscono cultura popolare e religione, in particolare in queste tre occasioni, ovvero: il venerdì Santo, tradizione popolare di oltre 400 anni nella quale più di 350 persone in costume d’epoca rievocano la passione di Gesù Cristo, ed il Palio della Tonna, che si svolge la prima domenica di giugno e la seconda di settembre, in occasione rispettivamente della Madonna Liberatrice e del SS. Crocifisso.
Il resto lo dovete vivere voi e soprattutto dovete scoprire perché si chiama “la città che muore”.