Festa del Cinema di Roma: Borotalco compie 35 anni

Carlo Verdone alla Festa del Cinema di Roma per Celebrare "Borotalco"

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Nelle sale dell’auditorium parco della musica, diventato ormai un Cult del cinema Italiano, per festeggiare i suoi 35 anni dall’uscita nel 1982, Borotalco: film diretto e interpretato da Carlo Verdone.

Per celebrare questo anniversario, con l’aiuto di Infinity, la pellicola è stata presentata in versione restaurata alla dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

In ordine cronologico dopo Un sacco bello (1980) e Bianco, rosso e Verdone (1981), Borotalco fu la svolta dell’attore romano: “per la prima volta interpretavo un unico personaggio”.

LA TRAMA – Sergio, impacciato venditore di enciclopedie fidanzato con Rossella, viene sedotto dalle storie del presunto Manuel Fantoni, un truffatore che si è inventato una vita avventurosa. Riesce quindi a spacciarsi per lui al fine di far colpo sulla bella Nadia, trovandosi presto immerso in una situazione intricata e più grande di lui. –

Alcune sue scene come quella del balletto di Sergio (Verdone) e Marcello (De Sica) o il celebre scambio di battute tra Sergio e Augusto (l’indimenticabile Mario Brega) all’interno del negozietto di alimentari di quest’ultimo: “E senti st’olive, queste so’ greche! Greche!”, sono ormai impresse nella memoria e nei cuori di molteplici italiani.

Cointerpretato da Eleonora Giorgi, anch’essa ospite alla festa del cinema di Roma, in compagnia di fenomenali comprimari come Angelo Infanti nei panni del viveur Manuel Fantoni e Mario Brega in quelli del “quasi-suocero” minaccioso e ossessionato dalle olive greche offerte nella sua salumeria, fu il film che decretò l’inizio di una vera lunga carriera per l’attore romano.

Inoltre – anche quest’ultimi in versione restaurata –  altri importanti titoli storici del cinema italiano, come Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo, Dillinger è morto di Marco Ferreri e Miseria e Nobiltà di Mario Mattoli, saranno presentati alla dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

Foto a cura di Fabio Altobello