L’ultimo tragico Fantozzi

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Fantozzi

Ieri ci ha lasciato una delle ultime maschere della commedia all’italiana, quello che forse ha saputo raccontare meglio il peggio dell’Italia del post boom economico, i tanti vizi e le (poche) virtù della piccola-media borghesia: Paolo Villaggio, per tutti e per sempre Fantozzi, ragionier Ugo. L’epica dell’impiegatuccio e del suo menage famigliare stantio è da sempre pietra miliare del cinema italiano e della sua cultura. Attraverso gag slapstick, momenti surreali e citazioni cult (“Prendo la vecchia!” “Faccio l’accento svedese?”) è riuscito a raccontare l’Italia senza annoiare ma divertendo e facendo parecchio pensare proprio tramite questi escamotage, semplici ma al contempo efficacissimi. Basti pensare alla “Corrazzata Kotiomkin“, un film realmente esistente (ma Potemkin anziche Kotiomkin) e che prima del “E’ una cagata pazzesca” e dopo i “92 minuti di applausi” era conosciuto soltanto nelle scuole di cinema, e forse non tutte. Oggi, nonostante il 99% della popolazione non l’abbia mai visto, chiunque lo conosce, proprio grazie all’intuizione del ‘parlarne male, ma comunque parlarne”. Il ragioniere adesso starà certamente prendendosi uno “scoteches” con i suoi eterni colleghi Filini e Calboni, ma noi, vogliamo ricordarlo tramite l’amore di sempre, non Pina no: la signorina Silvani aka Anna Mazzamauro:

Anna Mazzamauro ricorda Paolo Villaggio

Nonsolofantozzi

Ma ovviamente, Villaggio, non era solamente Fantozzi. E’ stato anche una sorta di alter ego come Fracchia, alle prese con storie ancora più surreali tra Dracula e sosia criminali. E’ stato diretto da Nanni Loy, Monicelli, Fellini ed Ermanno Olmi. Sempre ironico anche nella vita, politicamente scorretto e senza peli sulla lingua mai. Si è raccontato e ci ha raccontato facendoci ridere per non farci piangere. Quello, lo ha fatto ieri.

Ciao ragioniere, stii bene lassù.

Galleria fotografica a cura di Fabio Altobello